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| Fashion for Good July 2007 - Wilma King on Linda and White Cane Label | ||||||
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Fashion for good, per l`abito utile:
Linda, un abito per l`Alzheimer e White Cane Label La moda è un veicolo di promozione e di valorizzazione sociale, personale ed estetico. Quando la moda serve la persona – la persona singola e concreta, anche quella malata o portatrice di handicap – , la moda è più moda. A questo tema, e ad alcuni esempi di creatività applicata, è dedicato il Quinto Convegno di Fashion For Good, il 12 luglio alle ore 15:00 presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, in via de’ Burrò 147. Protagonisti dell’incontro saranno i giovani che hanno realizzato due progetti originali ed innovativi, ossia gli studenti dello IED di Roma (che presentano Linda, un abito per l’Alzheimer) e quelli del Rochester Institute of Technology di New York (che parleranno di White Cane Label). Presenti, oltre a Stefania Giacomini, Giancarlo Polenghi e Wilma King di Fashion for Good, anche il vice sindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia, Raffaella Milano, assessore alle politiche sociali; Luisa Bartorelli di Alzheimer Uniti Roma, Pierluigi Silvestrin di Lydda Wear, gli stlisti Fausto Sarli, Patrizia Pieroni e Susanna Liso per le Tartarughe, Benno Simma, Lara Aragno e Stefano Cassio dello Ied di Roma, e Stefano Dominella. Linda, un abito per l’Alzheimer, è un concorso su idea di Luisa Bartorelli e Stefania Giacomini - bandito da “Fashion for Good” insieme ad “Alzheimer Uniti Roma”, l'Associazione delle famiglie dei malati di Alzheimer e degli operatori dedicati, e con il patrocinio di Alta Roma - che ha coinvolto molti studenti di moda e design nella presentazione di proposte di capi comodi ed adatti a persone affette dalla malattia. Tra le scuole che hanno aderito al progetto l’Istituto Europeo di Design di Roma e l’Accademia Koefia. È il primo ed unico progetto sinora realizzato in Europa. “Ciò che chiedono i malati di alzheimer è dignità e comprensione – sostiene Stefania Giacomini di Fashion for Good – Non a caso il progetto è intitolato Linda, in ricordo di una paziente alzheimer che oggi non c’è più ma che ha amato molto la sua dignità personale e il suo decoro”. A presentare il loro progetto, primo classificato in concorso, gli studenti dello Ied di Roma Ayca Ak, Giulia Bagella e Alexia Del Toro del corso di Fashion Design e Stefano Pistilli e Felice Strippoli del corso di Industrial Design. Questi giovani hanno visto realizzata la loro proposta da parte di Lydda Wear: un abito- mantella pratico ed elegante con l’utilizzo anche di cinture con velcro, che hanno chiamato “Caldi Abbracci”. Il primo premio a questo al progetto riconosce il valore intrinseco del design che accomuna le esigenze di stile e di bellezza di ogni persona. Ideati da altri giovani studenti altre soluzioni non solo d’abbigliamento ma di design: una sfida che sembrava impossibile eppure la risposta è stata entusiasta. White Cane Label. Immaginate di dover scegliere i vostri capi di abbigliamento in un guardaroba buio dove non potete distinguere colori e fogge. Questa è una situazione a cui difficilmente pensano i designer della moda, ma che è invece ordinaria per milioni di ciechi nel mondo. Il progetto White Cane Label nasce da due ragazze del Rochester Institute of Technonoly che hanno voluto aiutare concretamente le persone cieche o con forti problemi visivi ad essere più indipendenti nell’identificare gli abiti. L’idea è nata all’interno di un corso in Relazioni Pubbliche tenuto da Wilma King di Fashion for Good. Jaimen Brill e Asmah Abushagur, presenteranno White Cane Label (L’etichetta del bastone bianco) che prevede attraverso un sito internet parlante di dare consigli e suggerimenti ai non vedenti e che venda abbigliamento di moda dotato di speciali etichette in tessuto con scritte e simboli in Braille. Il sito sarà anche provvisto di un questionario per conoscere i gusti e le necessità di chi lo consulta in modo da poter proporre loro idee e accostamenti migliori, a partire dalle loro preferenze e stile. Le etichette in Braille in tessuto (e non in metallo come a volte i non vedenti sono costretti ad utilizzare) che White Cane Label propone agli stilisti e produttori di usare, avranno tre tipi di informazione: sul colore, sullo stile di abbigliamento e sulle possibilità di miglior coordinamento con altri capi. Una seconda etichetta porterà istruzioni per il lavaggio. L’idea di Jaimen e Asmah è in grado di dare, per la prima volta, una risposta pratica ai 46 milioni di ciechi e ai 161 milioni di persone con forte disabilità visiva presenti oggi nel mondo. Con preghiera di pubblicazione. Per informazioni www.fashionforgood.org oppure Giancarlo Polenghi 3487399396 |
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| INFO@FASHIONFORGOOD.ORG | ||||||